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CURRENT MOON

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Quando gli esseri umani meditano, a volte chiudono gli occhi e sentono il loro corpo, un tremulo campo di sensazioni, un formicolio, caldo e freddo, forza di gravita'. Segui il respiro nella pancia o attraverso le narici, scegli un punto e restaci per cinque anni. Non il pensiero del respiro, ma le sensazioni che accompagnano ogni inspirazione, ogni espirazione. L'inizio, il mezzo, la fine di ogni intervallo in cui il pensiero danza il suo ballo. L'inizio, il mezzo, la fine di ogni espirazione, e l'intervallo, ed il pensiero, e lo spazio fra i pensieri. Ritornando al respiro, solo sensazioni che si sentono da se galleggiando nello spazio. Anche l'idea di qualcuno che sta facendo tutto questo passa galleggiando, e' solo un'altra bolla, un altro pensiero che si genera, un riflesso alla Escher del fragile momento che si dissolve nello spazio. Ritornando al respiro, come un devoto che ha rotto i voti mille volte, ma ritorna imperterrito sempre di nuovo. Osservando i pensieri che si generano da se, scorrendo l'uno nell'altro, fuggevolmente sorgendo e dissolvendosi, anche l'idea di impermanenza portata via dalla corrente. Osservando le emozioni che emergono spontaneamente, sorprendentemente impersonali, nessun biasimo, solo ustioni lasciate sulle mani dal tentativo di afferrare la fune del mutamento. E ritornando di nuovo al respiro, ogni momento rinnovato dalla consapevolezza. Osservando la coscienza sognare se stessa ed il mondo, creando costantemente dal vuoto dell'essere. Osservando il contenuto morire nel processo galleggiante nello spazio. Cercando solo di scoprire che quello che e' cercato si lascia alle spalle, lontano, il ricercatore. Noi siamo quello che cerchiamo: in mancanza di una parola piu' grande, la Dea.

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